pinna

Il cellulare come elemento identitario nei paesi in via di sviluppo. Hack, proprieta' e condivisione.

— Inviato da pinna @ 20:45

Anche se non hanno le linee elettriche e tantomeno quelle telefoniche, in Uganda i villaggi hanno sempre piu' frequentemente un posto telefonico comune basato sulla condivisione dei cellulari. Una persona puo' creare con un costo relativamente accessibile un chiosco telefonico pubblico acquistando un cellulare e mettendolo a disposizione del villaggio. Per noi ricchi occidentali la separazione fra proprieta' e utilizzo dei telefoni cellulari e' un concetto sconosciuto, che diventa pero' molto chiaro quando i costi della tecnologia sono alti come lo sono per gli abitanti dei paesi in via di sviluppo.

Data la mancanza di infrastrutture e le difficoltà relative agli spostamenti e alle transazioni finanziarie, gli ugandesi hanno anche ideato, e praticano abitualmente, un hack (cioe' un uso imprevisto di una tecnologia) per scambiarsi soldi a distanza. Ad esempio per mandare dei soldi all'anziana madre che vive in un altro villaggio si acquista una carta per cellulari prepagata, si telefona alla 'phone lady' del villaggio della madre (o in generale la persona che gestisce il chiosco) e le si legge il codice al telefono. La 'phone lady' ricarica il suo cellulare con quel codice, trattiene una piccola commissione e da' il resto della somma in contanti all'anziana madre. Non servono spostamenti ne' operazioni allo sportello (...) e tutti sono contenti.La dimensione piccola e informale del villaggio e' probabilmente decisiva nel mantenere l'equilibrio di un sistema simile.

E' interessante notare che nei paesi in via di sviluppo anche le persone povere tendono a spendere una parte significativa del loro reddito in tecnologie di telecomunicazione. Ma e' ancora piu' interessante notare che questo avviene probabilmente perche' avere un numero a cui poter venire rintracciati ha un valore enorme in questi paesi. Nel momento in cui mancano quelli che noi consideriamo punti fermi (a causa di guerre, inondazioni, siccita', economie e istituzioni socio-politiche che franano), essere raggiungibili ad un numero di cellulare costituisce un elemento identitario stabile - una cosa inestimabile sia per la propria attivita' professionale che per le relazioni con la propria comunita' di riferimento.

Per approfondimenti:
The Cell Phone Platform (articolo di Kevin Kelly, co-fondatore di Wired, sull'elemento dell'identita')
Shared Phone Use (slides sul fenomeno della condivisione del cellulare nei paesi in via di sviluppo) 


Le major capiscono di non capire ma insistono

, , — Inviato da pinna @ 08:47
Dopo 4 anni che la Electronic Frontier Foundation propone la licenza collettiva per il file sharing, alla Warner si arrendono e chiamano uno di loro, che di musica e rete ne capisce, per metterla in pratica. La settimana seguente, la EMI si da' in mano a uno dai capelli lunghi, e gli dice "vedi un po' tu cosa fare": probabilmente anche lui di rete ne capisce qualcosa. Perfino alla Sony da qualche giorno sostengono la licenza collettiva, il problema e' che insistono perche' i clienti condividano file musicali pieni di DRM virus ... tipico di quelli che usano software pirata ma lo scaricano dai posti sbagliati.

Bands: continuate pure con MySpace, ma e' su Wikipedia che la gente vi cerca

, , , — Inviato da pinna @ 21:20
Molte band ed etichette che si dichiarano indipendenti usano MySpace per promuoversi, dedicando grande attenzione ai contenuti che inseriscono nella loro pagina. Ma secondo Billboard, le persone che usano la Wikipedia per informarsi su un gruppo sono il doppio di quelle che ricorrono a MySpace per farlo. La ragione sembra essere che se voglio farmi un'idea di una band sono piu' attendibili le informazioni chiare, concise e standardizzate di Wikipedia rispetto ai toni urlati da pubblicita' o alla grafica invadente generalmente presente su MySpace. E' quindi evidente che le band che curano molto la loro paginetta MySpace e ignorano Wikipedia stanno commettendo un grosso errore.

"Software libero": vergogna per Manuela De Luca e l'intera redazione del TG1

, — Inviato da pinna @ 23:32

Vergogna per la giornalista Manuela De Luca e per l'intera redazione del TG1. Nel gennaio di quest'anno la conduttrice durante un'edizione del telegiornale nazionale ha definito il software libero come "la possibilita' di scaricare musica da internet gratuitamente".

Perche' nel titolo incolpo "l'intera redazione del TG1" e non solo la giornalista? Primo, perche' probabilmente qualcun altro ha scritto quel testo; secondo, per il contrappasso che devono subire tutti coloro che in un modo o nell'altro partecipano alle distorsioni della realta' operate dai media mainstream. Questo episodio e' accaduto davanti a centinaia di migliaia di telespettatori, senza possibilita' di correzione ne' di replica.


Wikipedia, argomento difficile per un giornalista

, — Inviato da pinna @ 19:38

Un wikipediano ha millantato di avere dei titoli accademici e li ha fatti pesare nella propria attivita' editoriale all'interno di Wikipedia. Dopo che e' stato scoperto sono state chieste le sue dimissioni e ha lasciato il progetto. Notizia bomba? non lo so.

Avevo notato la notizia ma non questo questo articolo di RaiNews24. Lo definirei superficiale, fuorviante e con un'analisi di Wikipedia assai limitata; in breve, giornalistico, riferendomi alla limitatezza di comprensione nei confronti della comunicazione elettronica dimostrata da gran parte dei giornalisti tradizionali.
Non e' uno dei peggiori articoli su Wikipedia, comunque.

Seguono alcune considerazioni sulla comunicazione trasmessa da questo articolo. 

 (Continua)

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